Cosa non dimenticare mai in viaggio

Breve check list per evitare piccole dimenticanze che possono causare grandi disagi!

Mi riaggancio ad un post di ormai un annetto fa, grazie a Wanderlust-I viaggi di Robi che mi ha nominato per partecipare ad un simpatico gioco, ovvero stilare la lista di Cosa non dimenticare mai in viaggio, e nominare altri  travel bloggers che seguo con piacere:

Il tema mi è caro, perché per me il bagaglio è sempre fonte di ansia che si conclude solo quando lo vedo imbarcarsi all’aeroporto! E’ un’ansia verso me stessa e verso la mia testa, che sicuramente ha dimenticato qualcosa (o lo dimenticherà poi da qualche parte).

Cosa non dimenticare mai in viaggio, è ovviamente molto personale e nel corso del tempo e delle esperienze fatte, ognuno avrà stilato le proprie priorità/necessità/attitudini (e non-attitudini) per far fruire il viaggio nel migliore dei modi, evitando piccoli contrattempi che possono diventare grandi disagi.

Comunque, tornando a Cosa non dimenticare mai in viaggio, ecco le mie:

Digital Travel Kit: per esempio, io combatto da decenni con la “sfiga tecnologica“, che ancora non ho imparato bene a gestire. Ho capito però che posso mitigare i danni tenendo tutto compattato in un porta oggetti (stagno ed ignifugo!!), che chiamo appunto Digital Kit: adattatori, cavi e cavetti vari, power bank (almeno 2), SD cards, chiave USB, etc etc, doppioni di tutto, anche un cellulare “muletto” di riserva. Ed anche qui devo combattere contro me stessa, che dimentico cose a giro per ostelli e alberghi. 🙁

Il kit viene decimato ad ogni viaggio e deve essere ricontrollato prima di ogni partenza (al pari di quello del pronto soccorso). Ovviamente il Digital Kit è subordinato all’ingombrante presenza di una macchina fotografica, ed alla minore, ma non meno esigente in termini di accessori, di uno smartphone.

Sacco a pelo leggero: (premessa, sono freddolosa anche ai Caraibi). Correva l’anno 2005 quando lo acquistai in una nota catena di attrezzature sportive, con la romantica idea di dormirci nelle spiagge Cubane… idea mai realizzata, perché preferimmo comode casas particulares 😂, ma servì ugualmente!

il fido sacco a pelo
il fido sacco a pelo

Lode al mio sacco a pelo: è piccolo, leggero, chiuso è un morbido cilindretto che può essere usato come cuscino, mentre aperto, nella sua reale funzione di sacco a pelo, mi ha salvata in varie occasioni:

  • dalla gelida aria condizionata dei pulmann di Cuba, Turchia, Messico, Perù e Colombia, dove mi sono sparata intere nottate imbacuccata, guardando le palme dal finestrino con il naso congelato sotto gli sguardi divertiti della gente del luogo.
  • dalla gelida aria condizionata degli ostelli della Colombia, dove entrare nel dormitorio sembrava di cambiare continente.
  • dalle strane macchie dei materassi del bungalow di Mykonos e di altri ostelli nel mondo.
  • dall’ aggressione di insetti che vivono a certe latitudini oppure nei materassi di alcuni ostelli.

Personal Care Travel Set: se il viaggio è lungo, e di conseguenza ricorro ad ostelli, non mancano mai con me accappatoio ed asciugamani in microfibra. Nel beauty case, giusto l’indispensabile ed una base di prodotti in campioncini. I Duty Free Shops degli aeroporti sono sempre fonte di ispirazioni/acquisti di prodotti in versione travel size!

Cambio di vestiti per massimo 4/5 giorni, passaporto alla mano, carta di credito e bonaaaa ci si!

E sperando proprio di dimenticare quei pensieri della vita quotidiana che tanto pesano !! Always Aim High!

Silvia Rossi
Firenze, gennaio 2019

Infusi Peruviani

Paese che vai, infusi che trovi, e questi infusi peruviani sono stati proprio una bella scoperta, nonché un toccasana nella mia prima personale battaglia contro il famigerato soroche (mal d’aria)!

MATE DE COCA

Sicuramente l’infuso più conosciuto e diffuso in tutta la Cordillera, tanto che nelle aree comuni di ogni ostello e/o albergo, sono sempre presenti a disposizione di tutti, un cestino con le foglie di coca ed un thermos con acqua calda, per potersi preparare un mate de coca quando si preferisce.

La regola vuole di lasciare sette foglie in infusione e di non toglierle mentre si sorseggia. Ha un sapore amarognolo e la sua principale proprietà è ovviamente una funzione stimolante, contro l’affaticamento e la mancanza d’aria causati dal soroche.

mate de muña

La Muña è una pianta arbustiva che cresce negli altopiani andini, a cui sono attribuite molteplici proprietà: come la coca (ma dicono sia più efficace) ha un effetto stimolante sull’intero organismo, mitigando così gli effetti del soroche e delle vertigini. Inoltre allevia i dolori di stomaco e facilita la digestione.

Ha un lieve sapore di menta che la rende molto piacevole servita come infuso. Si usa direttamente un rametto in una tazza di acqua calda. È ampiamente usata come condimento ed è facile trovarne un rametto in un piatto come noi usiamo il rosmarino! 🙂

HIERBA LUISA

La Hierba Luisa (Aloysia citriodora) è una pianta originaria del Sud America, usata fin dall’antichità per combattere alcuni disturbi digestivi, per trattare l’insonnia e per controllare lo stress. Un po’ come la nostra camomilla 😉 Ha un un lieve retrogusto di limone.

Se ti interessano altre storie sul Perù:

Silvia Rossi

Cantina Mori Colli Zugna, sorsi di Trentino

Dall’esterno si vede solo la bella enoteca di design, in realtà la Cantina Mori Colli Zugna nasconde una delle più grandi cantine ipogee di Europa. Un complesso tecnologicamente avanzato che permette, durante i caotici momenti della vendemmia, di smaltire in maniera efficiente i flussi dei camion pieni di uve che arrivano da circa 600 produttori diversi.

La Cantina è una realtà sociale i cui soci sono distribuiti su circa 700 ettari di territorio, dai diversi microclimi, che si prestano alla coltivazione di: Chardonnay, MarzeminoMerlotPinot GrigioMüller ThurgauMoscato GialloSchiava, Teroldego, Gewurztraminer, Pinot Nero, Lagrein, da cui nascono vini Trentino DOP, Vigneti delle Dolomiti IGP ed il Trento DOC le bollicine di montagna! (Brut, Riserva, Rosè!). Interessante anche la vinificazione in anfora.

Prenotando la visita con una visita guidata, si segue (ci si immagina se non è periodo di vendemmia) il percorso delle uve dal loro arrivo in cantina, al processo di vinificazione. A fine visita una bella degustazione con l’ampio panorama di vini a disposizione, bollicine, bianchi e rossi fermi ed un passito!

Per info official site Cantina Mori Colli Zugna: 

Novembre 2017

Silvia Rossi

Transformación della Comuna 13

Quando ho deciso di fare il GraffiTour non avevo ben realizzato che oltre ad una passeggiata ad ammirare i murales, sarebbe stata anche una lezione sul drammatico passato e sull’attuale Transformación della Comuna 13.

Situata nella parte alta del Barrio Independencias, La 13 è un agglomerato di “case” aggrappato al fianco della collina, dall’incredibile precarietà e logica di costruzione (cioè nessuna). Poche le strade  in cui  passa a malapena una macchina e ripide scale si inerpicano tra queste costruzioni, lasciando intravedere scorci di vita quotidiana di oltre 100.000 persone.

La sua malfamata storia inizia negli anni ’80, un “territorio di nessuno” e quindi habitat di criminalità organizzata, tra narcos, guerriglieri, paramilitari, che se ne sono contesi il controllo, sia beneficiando la popolazione sia rendendola parte del loro sistema. Le risposte del governo furono svariate operazioni militari di larga scala. Riduttivo descrivere in poche righe il ventennio di terrore che gli abitanti devono aver vissuto. O meglio, è tristemente riassumibile nell’orrore della Escombrera (discarica), che dicono sia la più grande fossa comune clandestina dell’America Latina.

Adesso molto è stato fatto, ma tantissimo è ancora da fare per la Transformación della Comuna 13. Un complesso meccanismo culturale cominciato dalla stessa popolazione, che passa dall’arte e dalla musica (grazie alla scuola di hip hop ed arte Casa Kolacho), come risposta alla violenza.

Anche miglioramenti strutturali dell’area per agevolare la mobilità degli abitanti, come le Escaleras Electricas, un sistema di 6 tratti di scale mobili che collega differenti livelli della Comuna 13, permettendo di salire e scendere in pochi minuti un percorso di almeno 40′!

Il GraffiTour parte dalla stazione metro di San Javier, alla base della collina; lungo il percorso si susseguono i graffitos, ognuno con la propria storia: progetti di vari artisti dal compito sociale di ricordare il passato, con messaggi che celebrano la vita.

Dall’alto delle Escaleras Electricas, al Mirador de La 13, si ha una panoramica di Medellin che si allunga nella vallata tra le due cordigliere; dei ragazzi si alternano in esibizioni di break dance davanti a decine di entusiasti turisti da ogni dove. I racconti della guida sembrano quasi irreali e lontani, la transformación è reale.

Grazie a @storytellersmedellin, guide speciali, ragazzi cresciuti ne La 13quello che è stato uno dei quartieri più pericolosi al mondo ed oggi vuole essere un simbolo di pace e di transformación.

Silvia Rossi
Marzo 2018

hai letto Perché in Colombia?

Medellin Cuore e Graffiti

Medellin Cuore e Graffiti per andare oltre la violenza che la cronaca ha riportato, per una Transformación culturale che guarda ad un futuro di pace.

Perché si torni a ricordarla e parlarne per la Città dell’Eterna Primavera (grazie alla sua posizione geografica, in una vallata tra due cordigliere, il clima è sempre mite) e di Fernando Botero, invece che di Pablo Escobar, delle FARC, dei paramilitari, etc…

Medellin Cuore e Graffiti 

Da capitale del caffè colombiano ed altre attività industriali Medellin è una metropoli dal carattere moderno e modaiolo. Ma al di là di non troppo invisibili linee è divisa da forti contrasti sociali tra un quartiere e l’altro: ricche zone residenziali contrastano con i poveri barrios periferici arroccati sulle pendici delle montagne.

City tour

Con 2/3 giorni a disposizione si riesce a visitare i luoghi di principale interesse, tenendo conto del caos di una grande città sudamericana!

Centro città: si raccoglie più meno tra la Plazoleta de las Esculturas dove troneggiano 23 grandi statue di  Fernando Botero, il Museo de Antioquia ed il Palacio De La Cultura.

Il Pasaje Peatonal Carabobo (con la coloniale Iglesia de la Veracruz) e Avenida Junin, sono piene di negozi, bancarelle di ogni mercanzia e cibo di strada.

A pochi passi si trovano il Parque Berrio con la Basílica De La Candelaria e Plaza San Antonio con altre statue di Botero, tra cui quella del drammatico attentato terroristico del Pajaro Herido.  Infine, Plaza Cisneros o Parque De Las Luces con il suo mix di elementi tra luci, acqua e boschetti di bambù.

Parchi: per staccare dal caos metropolitano vale una passeggiata il Cerro Nutibara, una collinetta nel cuore della città, sulla cui cima si trova il Pueblito Paisa, la ricostruzione turistica di un tipico villaggio Antioqueño ed un belvedere a 360° su Medellin. Il Parque Arvì si trova invece fuori città (ci si arriva con la MetroCable) ed è un polmone verde ricco di sentieri, laghetti, etc, ideale per passarci un’intera giornata.

Narcos: la notorietà che la serie TV ha portato alla città dove Pablo Escobar aveva il suo quartier generale, sconcerta i colombiani che non hanno ancora dimenticato il terrore vissuto. Ma la notorietà ha portato anche business, esistono escursioni organizzate che portano i turisti sui luoghi delle vicende (è facile anche senza tour). Il Barrio Pablo Escobar che ovviamente non esiste sulle mappe, è stato un po’ più difficile da trovare: ecco qui → Cl. 38b #26c-20. Dei ragazzi mi hanno mostrato un negozietto di souvenir ed una stanza dietro alla statua del venerato Santo Niño de Atocha, che hanno allestito con degli pseudo cimeli del narcotrafficante.

GraffiTour della Comuna 13MUST TO DO in Medellin. Un Free Walking Tour  con guide speciali, ragazzi cresciuti proprio ne La 13quello che è stato uno dei quartieri più pericolosi al mondo ed oggi vuole essere un simbolo di pace e di transformación.  Grazie a @storytellersmedellin, → vedi la gallery completa.

Ed è da qui che ti parla, anima in mano, Medellin Cuore e Graffiti, ti racconta la sua storia attraverso i suoi murales profondi di significato.

Fast Tips

Trasporti: i luoghi principali sono facilmente raggiungibili con la Metro de Medellin, un sistema  di mezzi pubblici integrato tra Metro (treni su rotaia),  Metrocable (cabinovie), bus, tram, etc.  e dove non arriva la metro c’è sempre il mitico Uber, che ti porta ovunque ad un prezzo ragionevole.

Medellin_MetroCable by night Medellin_MetroCable by night

Un giro in MetroCable per rendersi conto della struttura di questa città dall’alto, è un’esperienza che consiglio (giusto andata e ritorno, senza scendere).

Pernottamento: ho scelto la zona del El Poblado (Hostal Casa Kiwi), un bel quartiere moderno e vivace, ricco di negozi, ristoranti, locali, parchi  e street art, vedi la gallery!

Silvia Rossi
Marzo 2018

Perché in Colombia
Un weekend a Bogotà, una metropoli da riscoprire

El Poblado Medellin street art

Delle vere e proprie gallerie d’arte a cielo aperto colorano muri e strade a El Poblado, il giovane e modaiolo quartiere di Medellin si veste di street art nel suo fantastico mix culturale, un realismo magico che si figura.

Impossibile non rimanere affascinati da tutta questa creatività mentre si cammina a El Poblado, nelle vie si susseguono negozi di moda e vivaci caffè con la musica che invade l’aria.

Al Parque Lleras, ogni bancarella di artigianato porta con sé un pezzetto di questa fantastica Colombia: dal tradizionale sombrero vueltiao (cappello simbolo della nazione), alle borse degli indigeni Wayuu (anche in coloratissima chiave moderna) alle meravigliose amache (che ancora mi pento di non preso li).

Silvia Rossi
Marzo 2018

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La Candelaria di Bogotà Photo Gallery

La Candelaria è il nucleo originario della fondazione di Bogotà (1538); camminando in questa manciata di calles strette e ripide, tra le sue case in stile coloniale, non si può fare a meno di ammirare gli innumerevoli dettagli di porte, finestre, mura coloratissime e spesso decorate da murales (vedi gallery), che caratterizzano questo barrio.

Torna a → Un weekend a Bogotà oppure ti sei perso → Perchè in Colombia?

Silvia Rossi
marzo 2018

 

 

…Dal Mercato di Paloquemao, Bogotà

Per avere una visione completa delle produzioni alimentari di un paese, basta andare in un mercato, luogo che in ogni parte del mondo considero l’anima del popolo, e perdersi con i 5 sensi attivati al massimo per incamerare nella memoria ogni nuova piccola o grande scoperta che sia!

La complessa geografia della Colombia con le sue diverse zone climatiche riempie i mercati di infinite varietà di frutti e verdure dai sapori, colori e forme più disparate: dalle Ande alla Foresta Amazzonica, ai Caraibi.

Accompagno la mia amica Natalia al Mercato di Paloquemao, uno dei più rinomati, dove mi sono “divertita” a stressarla di domande: “Cos’è? Come si mangia? Che sapore ha? ” mentre negoziava con ogni venditore i prezzi della sua spesa settimanale! Gracias mi amiga!

Il Mercato di Paloquemao é diviso per settori alimentari: ortofrutta, pescheria, carne (diviso a sua volta per tipo di animale), banchi di solo uova (mai visto così tante cataste di vassoi di uova), erbe aromatiche e varie ed eventuali.

Banchi colmi di avocados, ananas, mango, lime, platano verde, tanto per citare i più conosciuti, un paradiso per tutti i food lovers!! E gli amanti dei famosi superfoods, dalle molteplici qualità nutrizionali, possono sbizzarrirsi nel trovare quello più particolare.

Riconosco facilmente sacchi di quinoa che arrivano dalle Ande dei vicini Perù e Bolivia, montagne di ananas, banane, avocado, mango e tutti gli  altri frutti tropicali che troviamo a peso d’oro nei nostri supermercati.

Riconosco qualche frutto strano già incontrato in precedenti viaggi, di cui però non ricordavo nome ed uso e faccio conoscenza con molti altri …

E voi, li conoscete tutti?

Bienvenidos en Colombia!

Silvia Rossi
Bogotà, 10 marzo 2018

Torna a “Un weekend a Bogotà”

Un weekend a Bogotà, una metropoli da riscoprire

sorprendendomi, come spesso le metropoli sanno fare e nelle cui grandezze mi perdo.

Tappa d’obbligo per i voli intercontinentali, ma spesso snobbata per altre idilliache località del Paese, un weekend a Bogotà è necessario giusto per vedere i monumenti principali, ma per entrare nello spirito Bogotano, del tempo in più non guasta!

Già dall’aereo Bogotà palesa la sua estensione di enorme agglomerato urbano (circa 8/9 milioni di abitanti), nella “sabana” della Cordillera Orientale delle Ande Colombiane a circa 2600 mslm.  Circondata dalle cime di cerros che superano i 3000 mslm. Note tecniche necessarie per comprenderne la geografia 🙂

In questa immensità formata da 20 quartieri, per un weekend a Bogotà ci si può concentrare negli antichi barrios de La Candelaria, Egipto, La Concordia, Las Aguas, Germania, Las Nieves, ed altri dove si trovano i principali monumenti, palazzi istituzionali, musei e luoghi di interesse storico. 

Plaza Bolivar
Plaza Bolivar

La Pola
La Pola

In questo mix di stili sembra di essere a cavallo tra tempi diversi: dalla colonizzazione spagnola, ai tempi in cui la giovane Nazione indipendente creava la sua storia, fatta di eroi rivoluzionari e martiri patrioti.  Come non appassionarsi alla storia della Pola! (vedi wikipedia Policarpa Salavarrieta).

La Candelaria
La Candelaria

La Candelaria è il nucleo originario della fondazione di Bogotà (1538); camminando in questa manciata di calles strette e ripide, tra le sue case in stile coloniale, non si può fare a meno di ammirare gli innumerevoli dettagli di porte, finestre, mura coloratissime e spesso decorate da murales che caratterizzano questo barrio. (vedi gallery La Candelaria)

Plazoleta Chorro de Quevedo
Plazoleta Chorro de Quevedo

Il cuore de La Candelaria è intorno alla Plazoleta del Chorro de Quevedo, dove su un antichissimo nucleo indigeno i conquistadores hanno costruito il primo insediamento. Piena di graziosi bar e cafè, da qui parte la famosa e caratteristica Calle del Embudo, ricca di coloratissimi murales e negozi di artigianato. Murales che raccontano il mix di culture che compongono il Paese, dalle Ande, all’Amazzonia, ai Caraibi (vedi la photo gallery Murales).

L’imponente presenza della Torre Colpatria, del BD Bacatá ed altri grattacieli, ti fanno tornare ai giorni nostri, ad una metropoli in profonda evoluzione, con immensi cantieri aperti da cui nasceranno strutture all’avanguardia. A pochi chilometri da La Candelaria, in piena città, si trova il Chapinero, la zona dove ero ospite: un quartiere moderno, cosmopolita, gay friendly che mi ha ricordato alcune metropoli d’Europa e del Nord America!

Un weekend a Bogotà, sorprendendomi, come spesso le metropoli sanno fare e nelle cui grandezze mi perdo (e con due giorni baciati dal sole, una rarità da quelle parti).

Fast tips per un weekend a Bogotà:

TRASPORTI: oltre al taxi, ho utilizzato molto Uber (scaricate l’App), è molto diffuso ed economico. Il sistema di autobus TransMilenio collega i principali punti della città.

MUSEI E ATTRAZIONI:

  • Museo del Oro (4.000COP poco più di 1€…), una delle raccolte di manufatti d’oro più grande al mondo, probabilmente la tanto cercata El Dorado adesso è qui dentro. Da non perdere, alla fine delle esposizioni, la sala de La Ofrenda (L’Offerta): una mostra interattiva relativa al tema delle offerte in oro che  il popolo Muisca faceva ai propri idoli. In un ambiente semi-buio, seduti in terra intorno ad una specie di cerchio magico, tra proiezioni, giochi di luci e suoni, le pareti collegano cielo e terra, “introducendo il gesto dell’offerta fatta dallo sciamano per promuovere o ripristinare l’equilibrio del mondo”. Molto suggestivo!!

  • Cerro de Monserrate 3152 m.slm (funicolare o teleferico 20.000COP a/r): sulla cima del cerro si trova il Santuario de “El Señor Caído” (Cristo Caduto), vale la pena solo per vedere Bogotà dall’alto (c’è anche il sentiero pedonale ma non avevo molto tempo…). Ho dovuto prendere la funicolare perché il teleferico era chiuso per manutenzione, ma il secondo è sicuramente più spettacolare.

  • Tranvia Storica: un modo divertente per ripercorrere la storia del paese attraverso delle brevi rappresentazioni inscenate a bordo di un vecchio tram, che percorre le vie de La Candelaria. (20.000COP /persona). Molto brave le guide/attori che interpretano vari personaggi storici.

FOOD&BEVERAGES: arepas, empanadas, pasteles ed  altre frittissime cose buone si trovano a tutti gli angoli delle strade, carretti di street food sono onnipresenti. Per il tipico Ajiaco o i Tamales meglio affidarsi ad i consigli dei locali. Un  caffè al Juan Valdez è un po’ come andare allo Starbucks colombiano…

El Gato Gris
El Gato Gris

Molto famoso è El Gato Gris cafè restaurante con musica dal vivo. Consiglio un tavolo in uno dei terrazzi dei piani più alti, da cui si ha la vista su i tetti de La Candelaria (proprio dietro il Chorro de Quevedo).

Per avere una visuale a 360° delle produzioni alimentari colombiane basta fare un giro al mercato di Palequemao e perdersi tra frutta e verdure che non si trovano facilmente nei mercati europei. Un paradiso per gli amanti dei mercati! (vedi la gallery)

Insomma, un weekend a Bogotà per iniziare il viaggio in questa incredibile Colombia. Hai lettoPerché in Colombia?

Silvia Rossi
marzo 2018

Terra Acqua e Bollicine, una Firenze mai vista

Terra Acqua e Bollicine – Una Firenze mai vista, un Urban trekking tra terra ed acqua con aperitivo al tramonto sotto Ponte Vecchio

Grazie a La Sorgente dei Sorrisi che ha organizzato Terra Acqua e Bollicine, ho potuto vedere Firenze letteralmente dall’alto al basso in un’unica occasione! Un Urban trekking panoramico con un finale dalla speciale componente acquatica: Terra Acqua e Bollicine appunto!

Partiamo subito dall’alto dei 45 m. della Torre di San Niccolò, la vista spazia a 360° sulla città… non mi dilungo sul fatto che vedere la Cupola mi fa effetto confort zone e che il cuore mi si apre tutte le volte che vedo il mio panorama preferito… scusate sono di parte!!
Grazie alla Guida si prova ad immaginare come doveva essere Firenze nel 1300 con la sua cerchia muraria integra, senza il Piazzale Michelangelo, ma soprattutto senza la Cupola!!

L’Urban trekking prosegue fino alla sommità della Basilica di San Miniato a Monte, per poi tornare indietro per la panoramica Via dell’Erta Canina fino alla Spiaggia sull’Arno. Il tutto accompagnato dalle interessanti storie raccontate dalla nostra Guida, che oltre a cenni storici e curiosità, ti parla dell’ambiente naturale, flora e fauna che caratterizzano la collina di San Miniato e l’alveo dell’Arno.

Inutile dire che a catturare l’attenzione è sempre lei, la meravigliosa cartolina che è Firenze e il cui panorama ti accompagna per tutto il percorso: un mix letale di bellezza, in uno splendido pomeriggio d’inizio estate…
Il pezzo clou di questa escursione cittadina (almeno per me!!) è stata la navigazione sull’ Arno con dei gommoni a remi;  una Firenze vista dall’acqua, che non conoscevo e che mi ha ulteriormente affascinato e regalato emozioni.

In mezzo al fiume i rumori della città sono ovattati, ci siamo solo noi a disturbare gli aironi che scocciati volano via prima che sia in grado di fargli una foto!

Arno in gommone _selfie
Arno in gommone _selfie

Mentre il il tramonto  si specchia nell’acqua sotto Ponte Vecchio, ci fermiamo anche noi ad ammirare i colori che  brindare a quest’esperienza stappando una bottiglia di bollicine
Grazie alla nostra guida, Guia, che ha organizzato questo Terra Acqua e Bollicine alla perfezione!
Terra Acqua e Bollicine: adatto a tutti, adulti e bambini, Fiorentini e turisti.
(Per info e futuri eventi: @lasorgentedeisorrisidiguiaboletti)

Torre San Niccolò
Torre San Niccolò

Silvia Rossi
28giugno2018