5 Souvenirs di Lima

Spesso snobbata dai viaggiatori che preferiscono proseguire direttamente per altre destinazioni più famose (Machu Picchu per dirne una), in 5 Souvenirs di Lima i suggerimenti per godersi la capitale del Perù (clicca qui per più posts) in pieno stile Limeño.

1. Centro Historico

Dichiarato patrimonio dell’ Unesco nel 1988 riguarda la parte coloniale della città, conosciuta anche come Damero de Pizzarro, il conquistatore spagnolo che nel 1535 la fondò. Intorno ad un’ “immancabile” Plaza Mayor, si trovano i monumenti principali: la Cattedrale, il Palazzo del Governo, il Municipio, il Palazzo Arzobispal (Arcivescovile), il Club de la Union e molti altri palazzi coloniali e neo-classici degni di nota. Plaza San Martin (un’altra “immancabile” in Sud America), la Iglesia de San Francisco, il Museo dell’Inquisizione, una passeggiata in Jiron de la Union completano il giro dell’antico centro della città.

2. Musei

Museo Archeologico Nazionale

Museo Larco
Museo Larco

Per capire e conoscere al meglio le complesse civiltà e culture del paese, un’immersione in questi due musei è quasi un atto dovuto! Nel Museo Nazionale di Archeologia, Antropologia e Storia del Perù si percorrono con sale dedicate e percorsi multimediali i periodi storici fino alla colonizzazione spagnola ed oltre. Seguendo una linea azzurra dipinta sul marciapiede arriviamo al Museo Larco. In questo bel palazzo è custodita una collezione privata di migliaia di pezzi di manufatti precolombiani, ma la sua assoluta particolarità è la raccolta di ceramiche a sfondo erotico, molto, molto esplicito!!

3. Parque de la Riserva

Conosciuto dai Limeños come Parque de las Aguas Circuito Mágico del Agua, questo parco monumentale inaugurato nel 2007 è un’oasi verde nella città e con le sue 13 fontane detiene il record mondiale come complesso pubblico di fontane più grande al mondo. Giochi di acqua e di luci, “5 minuti per risvegliare i sensi” allietano popolazione e turisti nelle calde serate estive (stagioni invertite rispetto all’ Europa).

4. Costa Verde e Circuito de Playas

Da non perdere una passeggiata lungo l’oceano Pacifico, dalla Costa Verde, così chiamata per la vegetazione che vi cresce, fino al Circuito de Playas, sotto le tipiche e massiccie scogliere che “sorreggono” i grattacieli di Miraflores ed il vivace quartiere di Barranco. Da amante dei tramonti non posso che suggerirvi questo orario!

5. Miraflores e Barranco

Il primo moderno al passo con altre metropoli nel mondo, l’altro più tipico, in stile coloniale, entrambi votati alla movida serale, entrambi affacciati sull’ oceano, regalano piacevoli passeggiate tra avenidas e parchi. Nei pressi di Miraflores, a pochi passi dai grattacieli, è presente un notevole sito archeologico, Huaca Pucllana con un’importante piramide di adobe. Dal centro commerciale Larcomar  seguendo il Malecon lungo la scogliera si arriva fino a Barranco. In questo vivace quartiere troverete un improbabile Puente de los Sospiros e tantissimi localini dove mangiare ceviches, picarones, anticuchos, nel meglio delle tradizioni culinarie di Lima.

Fast Tips:
  • Cibo: Lima è considerata una delle capitali gastronomiche mondiali per numero di ristoranti di alto livello che detiene ( non me ne faccio più di tanto una ragione). Dal piccolo del mio portafogli ho optato ovviamente per situazioni più alla mano.
Cafè Cordano
Cafè Cordano

Nel Centro Historico un’esperienza in un ambiente ed in un’atmosfera di altri tempi la respiri al Cafè Restaurante Cordano. In questo locale storico, anche se forse un po’ turistico, vale comunque la visita anche solo per assaggiare i suoi famosi sandwiches con Jamòn del Paìs o del Norte ed altre prelibatezze locali.

A Barranco ci sono numerose Cevicherias e locali dove propongono i Tiraditos (cucina “nikkei” mix tra cucina peruviana e giapponese). Per finire la serata con un cocktail, un bellissimo locale è l’ Ayahuasca Ristobar in Avenida San Martin.

  • Trasporti: Scaricate l’app di UBER, è diffusissimo, sicuro ed abbastanza economico per muoversi in questa città di circa 10 milioni di abitanti e relativo traffico pazzesco. Gli stessi abitanti lo usano moltissimo.
  • Internet e Telefono: Il wi-fi è molto diffuso in tutto il Perù, lo trovate in quasi ogni struttura ricettiva. (ma non pretendetelo sul cucuzzo di Machu Picchu e/o nel cuore della Selva Amazzonica). Ho comprato una Sim ricaricabile e non ho avuto alcun problema (gestore “Claro”).
  • Pernottamenti: la zona più gettonata per pernottare e come fulcro logistico per muoversi è sicuramente Miraflores.

Encantada, Lima!
Grazie a Flor Tanganelli e famiglia per la stupenda accoglienza!

Silvia Rossi
Gennaio 2017

Perù: Islas Balletas photo gallery

Perù: Islas Balletas photo gallery

Per chi ama ammirare gli animali nel loro habitat naturale, consiglio assolutamente l’escursione alle Islas Balletas: leoni marini, pinguini, cormorani e migliaia di volatili vari sembrano in mostra a farsi fotografare!

Con un breve tour in barca, si raggiungono e circumnavigano le isole con una lancia veloce in circa un paio d’ore. (ps la mattina presto fa freddo in mezzo all’oceano…)

Le isole sono delle miniere di guano…  e lo si capisce dall’odore già a diverse centinaia di metri dalla costa… la raccolta avviene ogni sette anni ed in passato sono state anche oggetto di contesa.

Ma i panorami valgono tutto il resto.

 

Islas Balletas, Perù
Gennaio 2017
Silvia Rossi

“Perdida en Amazonia”, nel cuore di Madre Terra

Un viaggio alla ricerca di Pachamama.

Il mio racconto di questa meravigliosa esperienza a contatto con la natura e lontana dalla cosiddetta civiltà, “Perdida en Amazonia”, nel cuore di Madre Terra.

Solo dopo aver prenotato il volo per Lima, studiando il paese, ho scoperto che avrei potuto realizzare uno dei sogni che ho da quando sono bambina, un sogno della vita: vedere il polmone verde del mondo, la foresta pluviale Amazzonica… non potevo non includerla nel viaggio!!! 

IMG_5158L’infinita distesa verde che ad un certo punto ha riempito il finestrino dell’aereo, i miei occhi e la mia anima di gioia in un nanosecondo, ha spazzato via ogni dubbio o insicurezza sulle scelte fatte. Ancora dovevo atterrare e già non vedevo l’ora di immergermi nella natura! Siamo nel cuore di Madre Terra, Pachamama!

Uscita dal minuscolo aeroporto di Iquitos (dall’alto una ferita nella giungla) mi accolgono un meraviglioso caldo tropicale (venendo dal dicembre fiorentino…) ed un super sole che alle 8 del mattino è già ustionante. Adoro!

Contratto un mototaxi ed in un traffico pazzesco e senza regole mi porta al Flying Dog Hostel proprio sul Malecón… che si affaccia sul Rio Amazonas… mi sento come in un documentario…

Arrivata in ostello, mi sono data appena il tempo di prendere possesso del mio letto, capire dove ero, darmi una lavata, conoscere los compañeros della camerata ed armata della mia scassatissima Nikon (RIP), sono andata subito ad esplorare i dintorni.

Il fascino di Iquitos è fortemente legato alla sua particolarissima posizione geografica, ma anche all’aspetto un po’ decadente che l’accompagna: la cittadina ha infatti vissuto anni di gloria quando l’economia era esplosa intorno al caucciù, per poi decadere quando questo prodotto è stato sostituito dalla chimica oppure da approvvigionamenti più convenienti in altri posti del globo. Mi ha ricordato molto Cuba in questo, nei meravigliosi colori, suoni e odori tropicali che riescono a mitigare i forti contrasti tristemente tipici di molti paesi che hanno subito uno sfruttamento su tutti i fronti.

La cittadina è piccola e si gira velocemente se non ci si perde per il mercato di Belem a parlare con i venditori per cercare di capire cosa sono la maggior parte dei prodotti!! Un luogo unico al mondo, il mercato della Selva.

Rientro in ostello per riposarmi un po’, e casualmente inizia un’altra avventura …

Ayahuasca, a tu per tu con lo Shamano

Alle 8am puntualissimo arriva il pick up del Cumaceba Lodge, breve tragitto fino all’ imbarcadero ed in un’oretta di navigazione sul Rio raggiungiamo il paradiso… http://www.cumaceba.com/es/lodges/cumaceba.html

Golbert è una Super Guida. Nei 4 giorni a seguire non ha mai smesso di raccontarmi storie incredibili, da spiriti della selva che ti rapiscono ad anaconda giganti mangia-uomini… indigeni, shamani, etc etc, le classiche storie che ancora raccontano ai loro bambini per insegnargli ad aver rispetto della natura ed una sana paura della Selva, del Rio e dei suoi pericolosissimi abitanti.

Lo scorrere delle giornate è stato scandito da passeggiate nella selva a varie ore del giorno per poter vedere i vari animali, ma soprattutto per riempirsi le orecchie dei loro suoni… infiniti, continui, sconosciuti…una musica incessante, come un concerto in cui i musicisti si danno il cambio nel corso della giornata a rotazione.

A navigare sul Rio a cercare i delfini rosa (visti grigi…) oppure addentrandosi nei rami secondari del fiume per pescare pirañhas (la cena!). Come dice Golbert, nella giungla tutto quello che si muove è mangiabile (…) e il pirañha era buono, ed anche il pesce gatto fritto (ok fritto è buono tutto). Birrini al tramonto al molo del lodge, mega oziate in amaca. L’alba come sveglia, l’imbrunire per il riposo. That’s life.

Il picco di felicità l’ho raggiunto durante la visita ad un centro di recupero animali feriti, tra scimmie, pappagalli e bradipi… tutti liberi… senza paura dell’uomo… una bambina impazzita!

Vivere 4 giorni e 3 notti nel cuore della foresta Amazzonica peruviana, totalmente disconnessa dal mondo a me conosciuto, dalle comodità basilari a cui sono abituata (elettricità solo poche ore la sera, zero segnale telefonico), ad almeno un’ora di navigazione dal centro abitato più vicino, con insetti e tarantole come fosse il giorno del giudizio, bhè, da non credersi, ma sono stati i quattro giorni più rilassanti della mia vita. Senza interferenze e/o stimoli esterni che potessero distrarmi dal mio obiettivo e totalmente connessa con me. Mangiare. Dormire. Meditare. Parlare con alberi e animali. Troppo pochi 4 giorni. Riportatemi li!!

A Mamma&Babbo, solo grazie a voi!

Silvia Rossi

20/23 dicembre 2017

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Ayahuasca, a tu per tu con lo Shamano

La mia personale esperienza con l’Ayahuasca

Nel patio dell’ostello conosco Zac (NZ) e Elwyn (NL), sono qui da settimane, ormai esperti del posto e delle locali usanze. Chiacchierando mi chiedono se farò il rito shamanico dell’ Ayahuasca… ne avevo già sentito parlare da Flor e Vita e letto qualche simpaticissimo articolo terroristico, non mi ero documentata molto e dicevo che l’avrei fatto solo in compagnia di persone fidatissime a controllarmi e proteggermi…

Nella mia mente vocine contrastanti…la maggior parte delle persone presenti nell’ostello o lo ha già fatto oppure è li per quello: ci sono dei veri e propri centri anche molto costosi e “deluxe” con programmi anche di più giorni etc etc

Mi propongono di andare con loro, che di li a qualche ora sarebbero partiti per la la selva dove avrebbe avuto luogo la cerimonia. Inizialmente declino per paura, ignoranza sulla cosa, etc… ma poi a forza di sentirli ragionare tra di loro, di leggere su internet, mi incuriosisco ancora di più e col fatto che posso andare e non fare niente mi convinco.

https://it.wikipedia.org/wiki/Ayahuasca

Circa un’oretta di moto-taxi fino al km.44 della Carretera sotto un tropicale diluvio, pochi minuti di camminata nella Selva ed arriviamo alle capanne dello shamano Carlos.

Qui troviamo Dylan (AUS), li da 8 giorni (!!!) che mi presta un libro sull’argomento ed inizio a documentarmi un po’.  Occorre una preparazione fisica e psicologica per ricevere al meglio i benefici dell’ Ayahuasca: dovremmo sottoporci ad un periodo di disintossicazione alimentare precedente,  quasi vegan (ok qui ci sono più o meno) e spirituale (eccoci…) perché il bere questa pozione porta ad una “connessione superiore”…

Don Ladimiro Murayarichaman-curandero de la selva de iquitos – Perú dice: Todos los efectos que produce la ayahuasca son un proceso de limpieza y purificación para cada persona quien decide tomar la planta ayahuasca con amor y respeto hacia la planta sagrada – ayahuasca.

All’interno della capanna, lungo le pareti circolari erano disposti a terra dei materassi, c’erano anche un’amaca ed una sedia a dondolo. In dotazione vari secchi per il vomito…

Abbiamo passato del tempo a parlare, a confrontarci sulle nostre diverse vite, a preparare la capanna per la cerimonia accendendo il braciere sul quale vengono bruciati dei legni particolari. Non c’è elettricità, poche candele per intravederci appena nella notte che si è fatta sempre più buia. Non c’è segnale telefonico. Continuano a chiedermi se sono sicura ed a ripetermi che se ho una minima ansia, di non farlo. Eppure sono tranquilla, percepisco un immenso rispetto nei confronti di tutto e per tutto.

Zac mi regala delle sigarette fatte con il tabacco della Selva da fumare in caso “prenda male”, per riprendersi, e mi indica una boccetta di “Agua de Florida” (una lozione aromatica fatta con i fiori della selva) per lo stesso motivo da passare su collo ed altri punti nevralgici.

Verso l’imbrunire sono arrivati lo shamano e sua moglie ed hanno iniziato con sommessi canti magici ad evocare gli spiriti della foresta e Pachamama… fumavano entrambi una doppia sigaretta della selva e con uno scopino di foglie spargevano poi il fumo all’interno della capanna sempre per attrarre gli spiriti… il tutto era davvero surreale, da film, eppure lo stavo vivendo!!!

Ero stanchissima; la stanchezza accumulata nei mesi precedenti, il lungo viaggio, il jet lag e l’atmosfera di pace e serenità intorno a me mi hanno fatto addormentare.

Non ricordo che ore fossero quando mi hanno svegliato per chiedermi se volevo bere… vado davanti allo shamano, a sedere a gambe incrociate, ricevo la “benedizione” e mi faccio questo “shottino” di ayahuasca (dal gusto simile ad un nostro amaro ma non alcolico, ho bevuto di peggio!).

Torno al mio posto, nella notte umida inizia a fare freschino ed avvolta nel mio fido sacco a pelo mi ri-addormento. Lo shamano e la moglie ricominciano le litanie… poco dopo, ad ogni loro parola, sentivo il liquido che mi si rigirava nello stomaco e come da manuale, tempo 30 minuti e vomito (lo deve fare), per poi crollare in un sonno ristoratore.

Dopo qualche ora, suppongo, mi risvegliano per il rito di “corrección”, anche se non ero stata male, fa bene ugualmente: lo shamano mi ha fatto sedere sulla sedia a dondolo e per un tempo che mi è sembrato infinito, davanti a me cantava, mi soffiava il fumo del tabacco della selva addosso e mi batteva piano sulla testa lo scopino di foglie. Torno al giaciglio, gli altri sono nei loro mondi, tranquilli, beatamente mi riaddormento.

La mia esperienza personale si è rivelata inutile a livello sensoriale… non ho avuto visioni di alcun tipo e non mi ricordo neanche cosa ho sognato… ho dormito a diritto fino all’alba… lo shamano mi ha spiegato che o ero realmente troppo stanca da inficiare gli effetti, oppure non avevo contrasti in me da appianare (mmmm…). Confido comunque in una depurazione interiore 😉

A distanza di mesi, porto comunque con me  un’esperienza unica, che rifarei: il solo dormire in una capanna nella selva mi ha ricaricato di energia per il resto del viaggio.

Ho conosciuto persone bellissime, rispettose della vita in tutte le sue forme, forse sto imparando di nuovo a fidarmi, forse anche questo è un’effetto dell’ Ayahuasca, ne avevo comunque bisogno.

Avevo messo la sveglia alle 5am, perché in qualche modo dovevo tornare a Iquitos, alle 8am sarebbero passati a prendermi per raggiungere il Cumaceba Lodge.

Ho aspettato facesse giorno, salutato tutti ed ho raggiunto la strada aspettando si materializzasse qualcosa. Dopo vari microbus che mi hanno ignorata perché stracolmi di gente e merci dirette al mercato di Belem, finalmente uno si ferma.

A Flor, la prossima volta insieme!!

A Zac, thank you very much!!

19/20 dicembre 2017

Silvia Rossi

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Titicaca Experience

La mia idea iniziale di escursione sul lago Titicaca, il cosiddetto “Oceano delle Ande” si limitava ad un tour giornaliero in barca, ad ammirarne i panorami ed a rilassarmi dopo le sfacchinate della Valle Sagrada, per poi ripartire in nottata. Invece, devo assolutamente ringraziare Cristian (appena conosciuto alla stazione degli autobus di Puno), che dopo poche chiacchiere mi aveva già convinta a fare la sua stessa escursione: due giorni ed una notte su Isla Amantani e Isla Taquile, ospiti in casa dei locali, il Turismo Vivenciales, che permette alle famiglie qualche entrata extra. 

Da Puno all’isola sono circa due ore di navigazione, è una bella giornata e sono in pace con il mondo, Pachamama è sempre con me 😉

fake Uros
fake Uros

Facciamo sosta alle isole galleggianti Los Uros, costruite con la totora, un giunco locale molto resistente che da sempre queste popolazioni utilizzano per costruire questi enormi zatteroni.

 

Insieme alla guida alcune donne ci spiegano le loro usanze, una simpatica messinscena per noi turisti con annesso mercatino di souvenirs e giretto su barcone scenografico. Ma le vere Uros sono altro…

Isla Amantanì (3400m slm) y Isla Taquile

Le famiglie locali ci hanno accolto calorosamente, tutte schierate di fronte al molo con i loro colorati costumi tradizionali, capitanati dal Presidente della Comunità.

Madyluz y su esposo
Madyluz y su esposo

Ci sono dieci zone/quartieri che ruotano una volta al mese per ospitare i turisti, questo è il turno di Tika Wasi e noi siamo stati affidati a mami Madyluz, età indefinibile ma sicuramente più giovane di me (e due figli piccoli) e marito evanescente. La società è matriarcale e l’economia di base è un’agricoltura di sussistenza (quinoa a gogò) ed un po’ di allevamento di lama e alpaca.

Madyluz y mi equipaje
Madyluz y mi equipaje

Ho dato dimostrazione della mia negazione alla fatica dopo pochi metri di salita dal molo alla casa: rantolavo e sudavo le sette fatiche per portare su il bagaglio… Madyluz ha preso il suo scialle, lo ha aperto per terra, ci ha messo sopra il mio borsone di 15kg e con un gesto leggiadro l’ha roteato in aria, caricato sulla schiena e mi ha comunque lasciato indietro di 100 metri… Complimentandomi con lei per la sua forza mi ha risposto che era leggero… di solito porta 30kg di patate da un lato all’altro dell’isola…

 

Madyluz che fila mentre cammina
Madyluz che fila mentre cammina

Le donne sono incessantemente intente a filare la lana, anche mentre camminano, se ci avessi provato io, oltre a non saper filare la lana, sarei finita nel dirupo.

Il programma del pomeriggio prevede, per i più “temerari” una camminata fino ai templi di Pachamama-Madre Terra (4100 mslm) e Pachatata-Padre Cielo, mentre per i meno intrepidi sosta-relax nella piazza del paese con barrettino annesso. Comunque, ognuno con le proprie forze arrivava fin dove voleva, nessun rischio di perdersi.

Ancora una volta questo meraviglioso Perú ha regalato immensi panorami da mozzare il fiato… una visuale a 360 gradi intorno all’isola, a sua volta circondata dal Titicaca, a sua volta incorniciato dalla Cordillera Blanca e dalle Ande boliviane sullo sfondo… solo e soltanto grazie Vita!

“Nel cammino lascia solo le tue impronte e nessun’altro segno del tuo passo” (detto locale)

Dopo cena il marito di Madyluz ci ha dato da indossare i loro abiti tradizionali e tutti insieme siamo andati al luogo delle feste della Comunità dove avevano imbastito una festicciola con musici andini venuti da Puno. 

Ma le stelle!!! Che stelle!! Quanteeeee!!!!!! Al rientro a casa, nel buio più totale, sopra di noi, uno degli spettacoli notturni più belli che abbia mai visto. Inutile dirvi che Madyluz mi ha preso per un braccio per paura che cadessi perché camminavo col naso all’insù… uno spettacolo che anche da solo sarebbe valso quest’esperienza.

Ma ciò che mi porto ancora dentro a distanza di mesi e che spero di non dimenticare mai più, è la sensazione di totale fiducia che aleggiava intorno a me, a tutti noi.

Abituata a vivere un mondo dove “fidarsi è bene, non fidarsi è meglio”, ritrovarsi a dormire a casa di sconosciuti e senza serrature, l’idea che mi era venuta di mettere il tavolo davanti alla porta mi ha fatto solo sorridere e  non l’ho fatto! 

Come nella vita quotidiana, la fiducia verso il prossimo è ancora più fondamentale quando si viaggia, bisogna allenarsi, allenare i nostri sensi.

A volte bisogna affidarsi, siamo soli, non conosciamo la lingua… un semplice sorriso apre tante porte…  imparare a lasciarsi andare ed imparare a ricevere…

A volte sbaglieremo, ma la fiducia resa paga molto di più.

los Latinos!
los Latinos!

E qui dedico questo mio primo non so cosa, a chi, in questa brevissima “Titicaca Experience” mi ha aperto il suo cuore e la sua amicizia:

“A Cristian, Natalia, Camila Y Sofia, che la nostra amicizia possa passare oltre il tempo e le distanze. Somos latinos! Los quiero mucho!!”

Silvia Rossi
29/30 dicembre 2017

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Correzione testi Italiano: Letizia Frullini, Nadia Parrini;
Correzione testi Spagnolo: Flor Tanganelli;